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Il nuovo umanesimo di Bertinotti"Modifica del sistema economico"

"Prendiamoci questo arcobaleno, mettiamoci dentro tutti i nostri simboli, le nostre storie, le persone e i loro diritti, facciamone il nostro orizzonte, il nostro rinascimento, il nostro futuro colorato contro il nero". Strappa tanti applausi Fausto Bertinotti nei quasi novanta minuti in cui spiega su un palco, da solo, cosa è la nuova sinistra, il suo programma e la sua stessa ragione di esistere. Ma è questo - con cui suona la carica, regala un sogno e una prospettiva, qualcosa per cui lottare - è il passaggio che forse emoziona di più la platea e le gallerie dell'Ambra Jovinelli. La Sinistra-L'Arcobaleno ha scelto il teatro di tendenza di Roma per dare il via ufficiale alla campagna elettorale. Scelta "sbagliata" perché i mille posti se ne vanno in pochi minuti, arrivano i vigili del fuoco e il popolo della sinistra con le sue bandiere - nuove, sempre rosse ma senza falce e martello e con l'arcobaleno - deve restare fuori, in piazza. "Scelta minimalista" si giustificano gli organizzatori. Apre i lavori una battagliera Patrizia Sentinelli, tailleur rosso e sciarpa viola, che cerca di spiegare la difficoltà di una campagna elettorale "molto difficile" che "ci vuole vedere scomparire". Annullati, finiti, "addio sinistra". Poi un giovane studente; una sindacalista ventenne che reclama Roma in quanto "non succursale dello stato pontificio ma capitale di una repubblica laica"; Matilde, giovane ambientalista la cui associazione ha salvato 180 ettari di verde dalla speculazione "che ora saranno annessi al parco dell'Appia antica" e che racconta una semplice quanto scomoda verità: "Se portiamo la raccolta differenziata all'80 per cento non abbiamo bisogno di impianti e niente. Non abbiamo bisogno di deturpare ancora l'ambiente".
Bertinotti prende la parola alle 11 e un quarto, blazer blu con toppe di camoscio sui gomiti, la cravatta rossa di cui si è in qualche modo "riappropriato", una mano sul cuore l'altra alzata a salutare. Resta sul palco più di un'ora, da solo, in piedi, parlando a braccio, senza bere un goccio d'acqua. Anche questo è un modo di "combattere" Veltroni. In platea Achille Occhetto, Curzi, Valentino Parlato, lo stato maggiore di Rifondazione, Verdi, Pdci e Sinistra democratica. A chi nota l'assenza di Pecoraro Scanio, Diliberto e altri dirigenti la risposta arriva subito: sono tutti in giro per le piazze italiane. "No fratelli coltelli". I toni della campagna elettorale, soprattutto nei confronti del Pd, è un tema a cui Bertinotti tiene molto "perché sono contrario all'invettiva, ho vissuto troppe pagine di lotta "fratelli coltelli", ora basta". Il candidato premier di Sa chiede che col Pd ci sia un confronto "aspro ma chiaro e rispettoso" che ruoterà soprattutto intorno a un concetto: "Caro Veltroni, non sarai in grado di contrapporti alla destra perché il loro modello è troppo simile al tuo". Aut-aut contro "e... e". Sempre a Veltroni e al Pd è dedicato un altro importante passaggio del discorso di Bertinotti. "Ragioniamo - dice - su questo e/e congiuntivo. Una parte la assumo, è quella ecumenica che riguarda la vita e la convivenza, la accetto quando parliamo di donne e uomini, omosessuali e etero, giovani e vecchio, stranieri e nonstranieri". Ma poi si arriva alla sfera dei rapporti di forza, competitivi, e "qui deve scattare l'aut-aut perché non si può stare con i lavoratori e con i padroni. O con l'uno o con l'altro". Si spiega così lo slogan della campagna elettorale: "Una scelta di parte". "Ecco - alza la voce Bertinotti - noi siamo di parte perché stiamo dall'altra parte, quella dei dominati che non vogliono più esserlo". Il cuore del programma. Bertinotti non scomoda parole altisonanti come "missioni" né si può impegnare su disegni di legge e punti vari. Anche la Sinistra e l'Arcobaleno ha il suo programma in 14 punti distribuiti in circa trenta pagine. Ma è il cuore del programma quello che Bertinotti ripete qui stamani: "Modifica radicale di questo sistema economico e sociale". L'obiettivo: "Un nuovo umanesimo, un nuovo rinascimento che metta al centro i diritti della persona". "La novità centrale, la ragione dell'esistenza stessa di questa sinistra è la modifica radicale di questo modello economico e sociale che produce ogni forma di devastazione delle persone e dei diritti". Il Presidente della Camera, che assume sempre di più i modi e i gesti del padre spirituale della nuova sinistra, parla della necessità di "tornare al classico" e di "rompere contro i facili nuovismi". Per la prima volta, dopo 25 anni, "la base comune di questa sinistra è la individuazione della causa motrice del disagio di ognuno di noi: il modello economico e sociale che ci hanno imposto". Ecco che La Sinistra e L'Arcobaleno ha una mission fondamentale: "La modifica radicale di questo modello economico e sociale". Quello per cui se un camallo muore nel porto di Genova a 40 anni dopo suo padre aveva fatto la stessa fine "è solo un incidente"; per cui "bisogna accettare la competitività come valore assoluto e la crescita come obiettivo primario". Ma tutto questo "genera diseguaglianza". Due nemici: manifestazione contro la Rai. Il programma della destra viene liquidato come "insana miscela di populismo e liberismo a cui La Sinistra farà opposizione radicale". Sono due invece i veri nemici di questa campagna elettorale. "Il primo- spiega - è la falsificazione che vuole la politica italiana come una gara a due". Responsabili non sono solo i due partiti Pd e Pdl "ma soprattutto i media" per cui Bertinotti convoca a breve una manifestazione contro il servizio pubblico della Rai. A proposito di voto utile, "se vogliamo farla breve basta dire che l'unico voto utile è quello per La Sinistra e L'Arcobaleno". Poi un attacco diretto a Anna Finocchiaro e al Pd che "dopo averci scaricato adesso invitano a votare o per se stessi o per il Pdl". Questo, dice Bertinotti, "è veramente inaccettabile".