Associazione Luigi Pintor
Associazione Rossoverde
Associazione Cento Fiori
Conferenza dibattito su
L’Italia al voto-La Sinistra che vorremmo
Martedì 19 febbraio-Ore 18.00
Exmà-Via S. Lucifero - Cagliari
PROGRAMMA
Presiede: Andrea Pubusa
Federica Grimaldi e Tore Melis,
pongono alcune domande a Aldo Tortorella (Presidente naz. Ars)
dibattito
con interventi del pubblico e dei rappresentanti di asscociazioni
e di PRC, SD, Verdi, PdCI, PSd’Az e SDI
La scelta del Pd di andare da solo alle elezioni chiede non minore ma maggiore volontà e passione. Nella campagna elettorale bisognerà cercare di mettere tanto più impegno quanto più grave è il rischio non solo per le sorti della sinistra e delle forze democratiche, ma per il Paese. Sono in discussione e in pericolo i principi fondamentali con una “legislatura costituente” annunciata da una destra in maggioranza estranea o ostile alla Costituzione stessa. Sotto attacco è quel minimo di equità sociale e di autonomia nazionale che il centrosinistra aveva programmato e sia pur stentatamente iniziato ad attivare. La sinistra, sebbene con difficoltà e sofferenza, ha cercato di tenere viva l’attenzione sulla condizione operaia, sul precariato, sul dramma della guerra e sul progressivo impoverimento perfino di ampi strati del ceto medio. Non si può negare però che all’origine dello slittamento del senso comune verso il centro e verso la destra vi è anche un’incapacità della sinistra di rispondere alle aspettative dei ceti popolari e alle necessità dell’opinione pubblica democratica. Non solo perché è divisa, ma perché una parte delle sue parole sono ormai incomprensibili e altre suonano contraddittorie coi comportamenti concreti. A questo punto, sarebbe un errore imperdonabile, per piccole logiche di gruppo, evitare di accelerare i tempi per una sinistra nuova – unitaria, plurale – capace di pensiero alternativo e di attitudine al governo che si presenti con una voce sola, rinnovata, coinvolgente e accogliente. E ancor più sarebbe un suicidio non presentare buone liste, ampiamente discusse in assemblee aperte e condivise. Ne ha bisogno, insieme alle molte e ai molti che lo aspettano, la democrazia e il Paese.
Questo libero dibattito vuole contribuire a rispondere ai molti quesiti e a porre le basi di questo lavoro a Cagliari.
con interventi del pubblico e dei rappresentanti di asscociazioni
e di PRC, SD, Verdi, PdCI, PSd’Az e SDI
La scelta del Pd di andare da solo alle elezioni chiede non minore ma maggiore volontà e passione. Nella campagna elettorale bisognerà cercare di mettere tanto più impegno quanto più grave è il rischio non solo per le sorti della sinistra e delle forze democratiche, ma per il Paese. Sono in discussione e in pericolo i principi fondamentali con una “legislatura costituente” annunciata da una destra in maggioranza estranea o ostile alla Costituzione stessa. Sotto attacco è quel minimo di equità sociale e di autonomia nazionale che il centrosinistra aveva programmato e sia pur stentatamente iniziato ad attivare. La sinistra, sebbene con difficoltà e sofferenza, ha cercato di tenere viva l’attenzione sulla condizione operaia, sul precariato, sul dramma della guerra e sul progressivo impoverimento perfino di ampi strati del ceto medio. Non si può negare però che all’origine dello slittamento del senso comune verso il centro e verso la destra vi è anche un’incapacità della sinistra di rispondere alle aspettative dei ceti popolari e alle necessità dell’opinione pubblica democratica. Non solo perché è divisa, ma perché una parte delle sue parole sono ormai incomprensibili e altre suonano contraddittorie coi comportamenti concreti. A questo punto, sarebbe un errore imperdonabile, per piccole logiche di gruppo, evitare di accelerare i tempi per una sinistra nuova – unitaria, plurale – capace di pensiero alternativo e di attitudine al governo che si presenti con una voce sola, rinnovata, coinvolgente e accogliente. E ancor più sarebbe un suicidio non presentare buone liste, ampiamente discusse in assemblee aperte e condivise. Ne ha bisogno, insieme alle molte e ai molti che lo aspettano, la democrazia e il Paese.
Questo libero dibattito vuole contribuire a rispondere ai molti quesiti e a porre le basi di questo lavoro a Cagliari.