Subito i contenuti, caro presidente Soru, non subito il leader.

Subito la definizione delle priorità dell'azione di governo in questo ultimo scorcio di legislatura e subito l'apertura di confronto sui punti programmatici fondamentali attorno ai quali ri-costruire un campo democratico e progressista per il governo della Regione che esce sconfitto dalla tornata elettorale del 13-14 aprile. Se è vero che le elezioni politiche non possono essere rappresentate come un referendum sul governo regionale, è altrettanto corretto prendere atto del diffuso malessere che attraversa la società sarda, del crescente malcontento per una condizione sociale alla quale il governo della Regione non è stato ancora in grado di dare adeguata risposta. Vanno nella direzione adeguata sia i provvedimenti assunti in materia di ammortizzatori sociali e ricollocazione del personale di vertenze annose come Montefibre e formazione professionale. Va nella giusta direzione la conferenza regionale per l'occupazione che avrà luogo nelle prossime settimane, ma i bisogni sociali dei lavoratori, dei disoccupati, dei precari, non troverebbero alcun giovamento né risposta da una discussione su una leadership "a prescindere" dalla visione di società che propone. Ed in questi termini, c'è un problema sempre più sentito che va saputo affrontare con serietà ed intelligenza: quello della democrazia e della collegialità nella maggioranza regionale e nel governo della Regione. E' un nodo politico dirimente, questo, che prescinde dal volto e dal nome del candidato alla presidenza. Il semplice ricambio del vertice, di per sé, non costituisce alcuna garanzia. E allora le priorità debbono essere il lavoro e la democrazia. Sia chiaro che non si sottovalutano i problemi posti dagli alleati, ma dal nostro punto di vista è il punto di visuale che va ribaltato. Si riparta dai bisogni e dall'ascolto del nostro popolo, si torni ad ascoltare la loro opinione e a produrre processi di partecipazione democratico. Questo vale sia per la Sinistra, così pesantemente sconfitta alle elezioni, come per il complesso dello schieramento democratico, progressista, autonomista.

Michele Piras - Segretario regionale PRC-SE