Diliberto da Nuoro lancia l'appello per l'Arcobaleno: «La scelta del Pd favorisce Berlusconi» «Solo la sinistra impedirà l'inciucio» Le parole più risentite sono per Walter Veltroni che ha preferito la corsa solitaria del Pd alla riedizione del centrosinistra vincente due anni fa con Romano Prodi. Oliviero Diliberto , leader nazionale dei Comunisti italiani, a Nuoro per concludere la campagna elettorale della Sinistra arcobaleno, bacchetta il suo ex alleato dando per certa la sconfitta: «Vince Berlusconi per colpa di Veltroni che non ha voluto l'accordo del Pd con la sinistra. Auspico che dopo le elezioni gli facciano la pelle perché qualcuno non era d'accordo con questa scelta suicida». Diliberto, accolto da big dai giovani militanti che si fanno avanti per un autografo, parla nell'auditorium della biblioteca Satta pieno di simpatizzanti e di bandiere. «Credo di essere l'unico segretario nazionale di partito ad essere oggi qui, in Sardegna», dice fiero, in omaggio alla terra d'origine scelta per l'ultima manifestazione elettorale prima del voto di domani e lunedì. Un pensiero va subito agli indecisi, tentati dall'astensionismo. «L'unico voto utile è a sinistra perché impedirà il grande inciucio». Rilancia il tema del lavoro con il salario sociale per chi è senza occupazione, cavallo di battaglia dell'intera campagna elettorale. E non disdegna tirate d'orecchi alla classe politica sarda, additata per scelte di sviluppo sbagliate. Soprattutto riserva un'attenzione ai drammi di questi giorni nell'Isola: le tre croci per incidenti sul lavoro. In Italia - ricorda - muoiono ogni giorno quattro persone. «È una piaga impensabile in un Paese non dico europeo, ma normale. Il punto è che tutti se ne infischiano. Confindustria ha cercato di bloccare il decreto del Governo sul lavoro. È indecente: non va in galera nessuno dei padroni. Quando non si rispettano le misure di sicurezza bisognerebbe andare in galera. Ma i controlli vengono effettuati all'acqua di rose. E quando sono eseguiti non ci sono le sanzioni. Serve un sistema di deterrenza per chi non rispetta le condizioni di sicurezza». Oltre ai lavoratori che muoiono, c'è un pensiero agli operai in lotta che nel Nuorese sono protagonisti della campagna del non-voto, atto di protesta dei cassintegrati Legler contro una classe politica giudicata lontana. «C'è una responsabilità della classe dirigente sarda. Penso alla scelta della chimica, modello di sviluppo sbagliato per la Sardegna. Bisogna smettere di prendersela con Roma, ci sono colpe dei sardi», dice sottolineando l'emergenza-disoccupazione dell'Isola, seconda dietro la Calabria. Ma l'idea di restituire la scheda elettorale non gli va giù. «Bisognerebbe votare contro chi ha fatto quelle scelte perché al non voto vince sempre chi comanda. Il punto è - ammette - che la classe lavoratrice non ha fiducia nella sinistra. Per essere credibili bisogna essere diversi dagli avversari, dimostrare che non siamo tutti uguali». Un esempio? «Avevo un posto sicuro alla Camera, mi sono tirato fuori per lasciare spazio a un operaio di Torino. Sto fuori dal Parlamento, riprendo il mio lavoro di insegnante (docente universitario alla Sapienza di Roma n.d.r. ), continuerò a fare il segretario del partito se mi vorranno. In questo siamo diversi. Non è obbligatorio fare la corsa alla poltrona, c'è un unico modo per dimostrarlo: lasciarla».
MARILENA ORUNESU - Unione Sarda